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Nell'Anima libro-saggio sui rapporti interpersonali

Grottaglie, Puglia

1
23959

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"Nell'anima" il primo romanzo di Pina Colitta
Recensione di Anna L'Assainato


Laura è la protagonista di “Nell’anima”, è una donna come tante, madre, figlia, insegnante, compagna e come tante si ferma a riflettere su quelli che sono i percorsi della vita.
“Nell’anima”, scritto dalla professoressa Giuseppa Colitta, è un viaggio verso la parte più profonda di noi stessi, che Laura esplora in forma di epistole, scavando nell’intimo delle proprie emozioni, ansie e paure, per spiegare a chi le ha suscitate che quelle altro non sono che le risposte ai comportamenti altrui.
Scrive a suo padre, a suo figlio, al suo compagno, ai suoi alunni anche al suo capo ma soprattutto scrive a se stessa, con la sua solita bic nera, dei veri e propri messaggi da metter nella bottiglia e liberare nel mare magno delle emozioni.
Come tutti i viaggi “Nell’anima” ha un proprio ritmo, dei propri tempi, non va letto tutto d’un fiato, non è una gara, fondamentale non è approdare ma navigare tra i flutti del mar delle emozioni e delle passioni, “per ritrovarsi e riconoscersi, per sapersi orientare tra i percorsi della propria esistenza”; ha bisogno del tempo giusto di “sedimentazione” per arrivare a toccare le corde più intime, più profonde dell’individuo, e dall’intimo ripartire per relazionarsi con il prossimo, per definirsi, per trovare la propria identità attraverso il confronto con gli altri.
“Nell’anima” è un processo d’interpretazione per sgrovigliare il gomitolo dei sentimenti, emozioni, comportamenti, delusioni, azioni, compromessi, aspettative di cui è costituito ogni individuo, è riavvolgere pazientemente il filo di Arianna per ritrovar la strada nel labirinto dell’ansie, paure, collera e sensi di colpa.
Leggere “Nell’anima” è come fare un regalo a noi stessi, sospender un attimo il ritmo frenetico che gli impegni quotidiani ci impongono, è un “prendersi cura”, prima di tutto di noi stessi, e attraverso questo prendersi cura degli altri, è l’aver cura del valore della vita e del suo significato. È come far l’albero di Natale in segno di rinascita e continuar a costruire ed accender camini nelle nostre case non perché non abbiamo trovato altri modi per scaldarci ma perché l’odore del legno che brucia, i crepitii del fuoco che arde, e il suo caldo colore riscaldano l’anima.

Nell’anima
Giuseppa Colitta
SBC edizioni - Ravenna
Carmen De Stasio
Scrivere (…) aiuta ad individuare gli elementi di disagio, a focalizzare quelli di disturbo ma soprattutto a prendere coscienza dei propri limiti con una dignitosa accettazione fatta anche di sofferte sconfitte.
Così scrive a pag. 14 l’autrice, docente e consulente familiare, alle prese con la sua prima pubblicazione dal titolo evocativo e, al contempo, fuorviante. Un gioco per esclusioni che ha inizio con la premessa – un’introduzione a sé e all’introiezione di paragrafi esistenziali frammentati e incorporati in un nucleo tematico variegato - che enuncia, si dilata e confluisce infine a desertificare di ogni sospetto la mente del lettore, il quale termina la lettura, forse confuso e per certi versi ambizioso affinché tutto continui; affinché possa procedere ancor oltre, bramoso di entrare nella vita dell’altro, che ha nella testa tante cose da dire e miriadi di esperienze da esclusivizzare sulla carta.
Quali sono gli intenti di chi si accosta alla scrittura per la prima volta? Tanti e variegati in relazione alla personalità costruita o in base ad una struttura mentale ed esperienziale.
Sovente si avverte l’urgenza di scrivere come un sigillo testamentario su cui meditare. Ci si accosta in principio con reverenza e insicurezza. Più in là il coinvolgimento strattona e inizia a vacillare come vela al vento e ci si sente sospinti da una forza antigravitazionale che risucchia energie ed intenzioni, frantuma l’ordine precostituito, si frange sulla battigia della memoria e di una sostanza di pensiero oramai coinvolgente, sofferta. Questo si concepisce nel libro di Pina Colitta, professionista minuta e determinata, come la si vede proiettata attraverso una narrazione di vita celata dietro le spoglie di una donna che potrebbe essere chiunque. Una donna autonoma e, tuttavia, mai del tutto indipendente. Un assurdo rispetto ad un’iconografia che incatena ancor oggi la donna che vive illuminando di sé il proprio contesto e soprattutto il proprio tracciato come una piroettante gazzella sorridente e libera di fare shopping al mercato delle occasioni esistenziali come se fosse lei stessa a scegliere i colori della sua esistenza. Al contrario, la donna indipendente possiede calli nella memoria. La sua pelle è rorida delle tensioni su di lei vomitate per il sol fatto di essere detentrice di “una grande energia” e , soprattutto, di sapere “ciò che vuole”. E se lo prende. Lei, la protagonista autonoma del libro, Laura Martini, forse, o forse chiunque si riconosca in un modo o nell’altro, riacquista la fiducia e si abbraccia morbidamente amandosi, fino a che non giunge ad abbracciare con le sue proiezioni pensative anche gli scogli amari che rientrano pavonescamente nel ruolo da lei approvato, pur con la consapevolezza della solitudine.
Lo sturm und drang pervade momenti di silenziosa intensità frammisti ad attimi in cui l’ordine rigoroso delle idee e delle riflessioni lascia il destro ad affermazioni dotate di semplicità, mescolate sulla scena di un pour parler con il lettore-interlocutore; possiede i colori della minima ed esclusiva verità, sebbene in apparenza questi possano solo colmare lo spartito di esperienze vissute e da altri – soprattutto da altre donne – condivise.
In questo l’inebriante, eccitante impressione di vivere lo sfaldamento delle convinzioni.
Donna capace. Donna abile. Donna indipendente. Donna per sé.
Donna solitudine.
E’ la stessa autrice a mettere in guardia se stessa: Mi spavento quando inizio a pensare a ruota libera (…) temo possa diventare un libero sfogo del mio pensiero, senza concretezza di immagini e di sensazioni.
Il parlare a bassa voce lascia spazio qui e là a frementi intonazioni. Timida, sconcertata ella stessa, irrompe con le sue meditazioni rispondendo all’urgenza di risolvere a se stessa le tensioni, tendendo lo sguardo verso l’esterno-eterno acciuffare i momenti come fossero occasioni per configurarsi ulteriormente, per donarsi una proiettiva consacrazione.
Concatenate dall’unicità della voce parlante, le argomentazioni si rappresentano in quanto antropiche figurazioni, riconoscibili pose plastiche assunte in un teatro dell’essere che decide spesso di non mutare, che possiede i toni perentori e aspri di una cosciente ostruzione alla serenità della protagonista. O delle donne che attingono ai giochi mentali dell’autrice per mostrarsi succubi e assorbite dalla loro esteriore forza.
Estrinsecato attraverso la freschezza di un epistolario aperto allo zoom luminoso, il libro nella sua minuta veste esplode con forza dirompente; si arrampica fino a penetrare situazioni vissute; squarcia il velo su riflessioni che annullano le considerazioni benevoli e fuorvianti del cosiddetto quieto vivere con intonazioni che racchiudono il peregrinare attraverso tracciati differenti, lungo i quali si snoda la frantumazione di un’esistenza ragionata:
Quante volte questo scrivere è stato fede, è stato riflessione, è stato incontro e crescita con persone speciali.
Quante volte è stato cammino, solidarietà e partecipazione al mio “divenire” al mio continuo costruire!
Il libro diviene un luogo “disegnato” dai vari contesti a loro volta apprezzabili per le oscurità e le dirompenze che mai si connotano di dolore, di nostalgia, ma veicolano condizioni auto-costruite sulla base delle numerose opportunità scelte perché la vita sia vita davvero.
La parola si lascia coniugare con l’anima, dunque, con un volo leggero che prende le sembianze di un processo di socializzazione costante con il sé-io, il sé-fuori, attraverso le maglie di una conversazione aperta con i colori vaganti e cangianti dal bianco al nero, perché il bianco non accumuli in sé le oscurità e permetta all’anima, alla donna che vive nell’anima, di ascoltare i suoi pensieri, di sentire la sua voce e la sua voce tra gli altri. Per riconoscerla, riconoscersi, rinnovare la progressione orizzontale-verticale insieme al sé rinnovato.

see also: copertaanima-10MM.pdf

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locationGrottaglie, Puglia
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